
Intervsita a Domenico Vulpiani, direttore della Polizia Postale
Domenico Vulpiani è il direttore della Polizia Postale, il corpo che più di ogni altro è impegnato nella lotta alla pedofilia on line. Proprio grazie all'impegno quotidiano che il suo lavoro richiede, Vulpiani può evidenziare quali sono le importanti novità previste dalla legge sulla pedopornografia da poco entrata in vigore.
D. Che ne pensa della nuova legge?
R. Rispetto a quella del '98, questa legge presenta due fondamentali innovazioni: la prima prevede l'introduzione nel codice penale del reato della cosiddetta pornografia virtuale. In sostanza le previsioni di detenzione e scambio di materiale pedopornografico si applicano anche quando l'immagine contenuta nel file non identifica un minorenne ma sia costruita artificialmente mediante software ad hoc. La seconda novità è l'intenzione di centralizzare in un unico organismo, il Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia sulla rete internet, le segnalazioni provenienti dalle forze dell'ordine, dal mondo del volontariato e dai cittadini, inerenti servizi o siti web a carattere pedopornografico.
D. Quale ruolo hanno e possono avere le nuove tecnologie nella lotta alla pornografia?
R. La legge 38/2006, introducendo l'obbligo per i fornitori di servizi internet di impedire gli accessi a siti web a contenuto pedo pornografico dall'Italia, di fatto richiede l'impiego di tecniche di filtering utilizzate nella sicurezza dell'Information and communication technology (Ict). Il filtro per le reti telematiche consiste nell'impedire a servizi o a pacchetti di dati non autorizzati di raggiungere i personal computer residenti all'interno di network privati. Per quanto riguarda la pedopornografia via internet si traduce nella predisposizione da parte degli internet service provider italiani di un blocco di tutte le connessioni che i loro clienti dovessero compiere verso siti pedofili.
IL PROVVEDIMENTO
È stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 15 febbraio la legge Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo internet, che inasprisce le pene per coloro che diffondono in rete materiale pornografico che ha per protagonisti ragazzini.
La legge, che nella sua prima parte è dedicata alla pornografia e allo sfruttamento sessuale dei bimbi genericamente, sviluppa l'aspetto telematico a partire dall'articolo 19 e sancisce la nascita del Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia on line, cui è affidato il compito di raccogliere tutte le segnalazioni fatte da organi di polizia, associazioni o privati cittadini su siti che diffondono materiale riguardante lo sfruttamento sessuale dei bambini. A queste segnalazioni fa immediatamente seguito la verifica da parte del Centro che, se riscontra un'infrazione, provvede a inserirla in un elenco costantemente aggiornato.
Il testo della legge prevede poi una serie di obblighi per i fornitori di servizi della rete: i cosiddetti provider. Stando a quanto prescritto, a loro è imposto di segnalare al Centro le imprese o i singoli che diffondono, distribuiscono o fanno commercio di materiale pedopornografico e, se richiesto, di fornire ogni informazione circa i contratti sottoscritti con loro. Se dovessero sottrarsi a questo obbligo rischiano una sanzione amministrativa che va da un minimo di 50 mila a un massimo di 250 mila euro.
Infine con questa legge è istituito, presso il dipartimento delle Pari opportunità, l'osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, che ha lo scopo di monitorare le attività svolte da tutte le Pubbliche amministrazioni per la prevenzione e la repressione della pedofilia.