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03/06/2008

Libri addio, ora si studia sul web

Lo dice una ricerca sui liceali europei

I libri? Sono troppo "vecchi", meglio mouse e pc. La pensano così i ragazzi europei, sempre più distanti dalla carta stampata. A cominciare da quella dei testi scolastici. Per la maggioranza di loro i programmi di letteratura proposti a scuola sono "datati" e i testi da studiare preferiscono trovarli direttamente sul web. A fare il punto sul crescente disamore per i libri è una ricerca condotta su 3.670 liceali di 11 nazionalità nell'ambito del Festival del Libro per i Giovani (Feljeu).

Alla domanda se per documentarsi i ragazzi frequentino la biblioteca o navighino su Internet solo il 9,9% del campione ha scelto la prima opzione, ben il 52,7% preferisce invece il web. Il 38,8% ha risposto 'entrambi'. Sorprendente la risposta degli italiani, considerati nelle ultime posizioni d'Europa per utilizzo di tecnologia informatica: solo l'8,5% del campione di liceali italiani ha risposto che frequenta la biblioteca per documentarsi, il 65,6% usa Internet.
I risultati della ricerca riguardano anche il sistema scolastico. In Europa il 55,1% del campione risponde di avere 'poco' interesse per le proposte di lettura della scuola, il 14,3 dice che non gli interessa 'per niente' e solo la restante parte risponde 'molto'.

Gli studenti italiani sono meno drastici con Dante, Manzoni e gli altri autori classici proposti nelle scuole, ma anche i loro testi amamno scoprirli grazie alla Rete. La "mancanza di interesse per le tematiche trattate" sono il maggiore motivo di disinteresse verso la letteratura proposta a scuola (così risponde il 41,4% degli europei; il 38% per gli italiani).

Oltre al dato biblioteca-Internet, un altro quesito sviluppa altre cifre su cui riflettere. Per la frequenza con cui si va in biblioteca solo l'11% degli europei va quasi tutti i giorni (il 16,8% degli italiani) mentre 'raramente' ci va il 59,9% e 'mai o quasi mai' il 27,6% degli europei (in Italia il 50,5% ed il 30,8% rispettivamente).
Un dato che fa riflettere e preoccupare gli esperti: per molti questa abitudine sta favorendo la cultura del copia incolla, a tutto svantaggio dell'elaborazione e della capacità di critica dei ragazzi.

Fonte: www.tgcom.it