
Roma Linea dura contro il crimine in Rete. Contro la pedofilia on line, l’hacking, il phishing, le violazioni del copyright e l’e-commerce illegale arrivano i poliziotti del web, che entrano in “borghese” nelle chat e nei forum a rischio. È la polizia postale e delle comunicazioni, con i suoi 19 compartimenti con competenza regionale e le 76 sezioni con competenza provinciale. Per ogni ufficio c’è un indirizzo e-mail per chiedere informazioni o fare delle segnalazioni. La web-intelligence italiana deve combattere quotidianamente i reati informatici, a partire proprio dalle denunce degli utenti. L’interminabile serie delle violazioni è al passo coi tempi, e comprende persino i reati perpetrati utilizzato il voip, oltre alla pirateria sui prodotti audio e video ma anche pay-tv e le frodi con carte di credito legate all’home banking, con la “pesca” dei dati nella Rete. Il primo degli abusi da contrastare è la pedofilia on line: la legge è dalla parte dei più piccoli e la polizia applica le “Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedo-pornografia anche a mezzo Internet”.
E la polizia postale suggerisce alcune regole per far fronte ai rischi di Internet e tutelare i minori che navigano quotidianamente in Internet, spesso senza alcuna supervisione da parte degli adulti. Tra le principali vittime ci sono i minori, esposti ai pericoli di hacker, pedofili e truffatori. Il decalogo si apre, allora, con dei consigli per i genitori, invitati a non considerare il computer come un surrogato della baby-sitter. E poi bisogna insegnare ai bambini a non accettare mai di incontrare chi hanno conosciuto in Rete. Sarebbe opportuno essere presenti quando i propri figli sono collegati, per controllare quantomeno quali sono i loro interessi. Ovviamente, non bisogna permettere loro di usare la carta di credito senza permesso ed è bene ricordare di non fornire i dati personali. I genitori dovrebbero installare dei filtri se sanno di non poter verificare i movimenti in Internet dei propri figli.
«I reati su Internet? L’obiettivo, anche nella rete, è quello di mettere le mani sul portafogli della gente – dice Maurizio Masciopinto, direttore della Divisione investigativa della Polizia postale -. Scaricando da internet film o musica pirata è facile ritrovarsi sul proprio computer dei virus “troiani” che sono nascosti nei brani musicali più gettonati o nelle ultime pellicole. Questi virus si autoinstallano nel computer dei cittadini, ne studiano il comportamento on line e gli sottraggono le informazioni che usa, per esempio, per effettuare operazioni bancarie, inviandole agli hacker che le usano per sottrarre soldi dai conti correnti on line. Chi escogita le frodi on line, phishing, e-commerce illegale - continua Masciopinto - è in genere un esperto, magari un ingegnere che è rimasto disoccupato, e in attesa di migliore lavoro si dedica alle truffe on line».
Fonte: www.ilmeridiano.info