
Giornata dedicata alla sicurezza in rete dei ragazzi; l’Italia partecipa con l’Eden-day. Nel progetto un sondaggio sul comportamento dei giovani
I ragazzi francesi sono più cauti degli italiani nei confronti della rete. A evidenziarlo è un sondaggio comparativo svolto, in collaborazione con il progetto “Confiance”, dall’Istituto dei sistemi complessi (Isc) e dall’Istituto di struttura della materia (Ism) del Cnr di Roma all’interno del progetto Eden (Educazione Didattica per la E–Navigation).
«Lo studio, che ha messo a confronto studenti tra gli 11 e i 14 anni di Roma e Parigi, ha rilevato che la percentuale dei giovani parigini che ritiene la navigazione rischiosa supera del 25% quella dei coetanei della Capitale», precisa Luca Pitolli dell’Isc-Cnr, coordinatore di Eden. “All’ombra della torre Eiffel, inoltre, i giovani mostrano una maggiore attitudine a coinvolgere un adulto in caso di situazioni problematiche (+40%). Un dato di sostanziale differenza riguarda anche i telefoni cellulari: quasi tutti i ragazzi italiani che hanno partecipato al sondaggio dichiarano di possederne uno, mentre estremamente più bassa (più del 50%) è la percentuale che riguarda i ragazzi francesi.
Ultimo dato, questa volta fondamentalmente simile in entrambe le nazioni: non è particolarmente elevata (inferiore al 20%) la percentuale di coloro che dichiarano di aver ricevuto insulti o molestie online”. Eden, avviato con il contributo della Commissione Europea, ha in programma per il 12 febbraio, a partire dalle 11.00, il prossimo Eden-day, l’evento pubblico dedicato alla sicurezza in rete dei ragazzi, accessibile tramite il portale: http://eden.saferinternet.it.
“Il progetto”, spiega Pitolli , «è nato proprio con l’obiettivo di sviluppare nei giovani una maggior consapevolezza rispetto all’utilizzo di internet, facendo leva sulla loro curiosità. Per fare questo ha costruito sul web una “stanza virtuale” (piattaforma wiki-wiki) ad accesso protetto, dove gli studenti possono incontrarsi tra di loro e/o con gli insegnanti, condividendo opinioni ed esperienze sulla navigazione. Propone, quindi, l’uso di strumenti collaborativi, favorendo in questo modo un’attività di gruppo, per l’elaborazione di contenuti che, una volta prodotti, sono visibili on-line e sui quali i ragazzi possono esprimere il loro giudizio. Tutto ciò incoraggia uno spirito di comunità virtuale che induce a pensare prima di agire».
Fonte: www.lastampa.it