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NORMATIVA ITALIANA

L’abuso sessuale in Italia è disciplinato con la legge 66 del 1996 intitolata “Legge sulla violenza sessuale” e dalla legge 269 del 1998 intitolata “Norme contro lo sfruttamento della prostituzione minorile, della pornografia minorile e del turismo sessuale a danno di minori, quali nuove forme di "riduzione in schiavitù” , modificata con legge n.38/2006, il cui contenuto è stato trasfuso nel codice penale e nel codice di procedura penale, ridefinendo le fattispecie di reato esistenti ed introducendone di nuove.

La legge 269 del 1998, in adesione alla Convenzione sui diritti dell’Infanzia di New York del 1989, ha lo scopo di proteggere l’integrità e la libertà fisica e psichica del minore.

La legge mira a realizzare essenzialmente 5 finalità:

  1. Rafforzare la repressione penale mediante l’introduzione nel codice di nuove fattispecie delittuose
  2. Fornire alla polizia giudiziaria più efficaci strumenti processuali
  3. Attribuire alla polizia giudiziaria nuovi mezzi di contrasto nella lotta al tipo di criminalità
  4. Tutelare i minori dai danni fisici e psichici connessi ai reati patiti
  5. Attribuire alla Presidenza del Consiglio ed al Ministro degli Interni importanti compiti di coordinamento

La recente legge n.38 del 6 febbraio 2006 prevede un inasprimento delle pene a carico di chi si macchia dei reati di abuso sessuale e sfruttamento di minori, di coloro che si procurano o detengono materiale pornografico realizzato utilizzando minori di anni diciotto e di chiunque faccia del turismo al fine di fruire di attività di prostituzione a danno di minori. Istituisce il Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia sulla rete Internet presso il Ministero dell'interno.

Introduce la nuova fattispecie penale di “pedopornografia virtuale” che si verifica quando il materiale pornografico utilizzato nella commissione di uno degli illeciti di pornografia minorile o di detenzione di materiale pornografico rappresenta immagini relative a minori, realizzate con tecniche di elaborazione grafica non associate a situazioni reali, la cui qualità di rappresentazione fa apparire come vere situazioni non reali (c.d. immagini virtuali).

Infine il Decreto interministeriale contro la pedo-pornografia del 29/01/2007 definisce i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio per impedire l'accesso ai siti segnalati dal Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia.

 
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