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I rischi della rete

Nonostante Internet possa essere considerato un’incredibile risorsa a disposizione di bambini e adolescenti, è necessario ricordare che in rete possono essere presenti anche numerosi elementi di rischio.  

Bambini e adolescenti che navigano in internet, infatti, possono trovarsi di fronte a materiali e contenuti inadeguati per la loro età (ad esempio, contenuti violenti, con espliciti riferimenti sessuali o che incitano al razzismo) o interagire con soggetti malintenzionati che possono ingannarli ed invitarli a comportamenti o azioni che possono costituire un pericolo. E’ necessario inoltre ricordare che lo stesso utilizzo di Internet, in presenza di particolari fattori di vulnerabilità nel bambino e se eccessivo nel tempo, può dare origine a vere e proprie  dipendenze e difficoltà psicologiche. 

Secondo quanto documentato dall’esperienza investigativa delle Forze dell’Ordine specializzate, le chat rappresentano il settore di Internet in cui si evidenziano i maggiori rischi. All’interno delle chat, infatti, è possibile intrattenere comunicazioni estremamente intime, superando gap generazionali e culturali. Gli interlocutori non dispongono di elementi identificativi aggiuntivi (paralinguistici, visivi eccetera) e l’identità dichiarata può essere verosimilmente falsa. Questi elementi fanno sì che la chat costituisca un ambiente particolarmente favorevole per soggetti malintenzionati – non solo adulti, dunque - che possono avvicinare una possibile vittima, indurla a comunicazioni e comportamenti (ad esempio, di natura sessuale, violenta, razzista), molestarla e tentare di incontrarla fuori dalla rete.

La curiosità per alcune tematiche e la propensione alla socializzazione possono indurre bambini e adolescenti a comportamenti pericolosi, di cui spesso genitori e insegnanti sono tenuti all’oscuro, come la decisione di incontrare soggetti conosciuti on line. L’analisi della casistica realizzata dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni suggerisce, ad esempio, che alcuni fattori facilitano l’approccio da parte di  pedofili e altri soggetti malintenzionati: generalmente il bambino è da solo, non percepisce il pericolo, è attratto dalla possibilità di incontrare la persona conosciuta on line e dall’esperienza proposta, ma soprattutto non è oggetto di opportuni controlli da parte degli adulti (genitori, educatori) durante la sua attività on line.

Se il pericolo maggiore per un bambino o un adolescente può derivare dall’incontro diretto con soggetti malintenzionati conosciuti in chat, non si deve sottovalutare la presenza in rete di materiale potenzialmente traumatico.

In primis, vi sono le immagini pornografiche e pedo-pornografiche, i messaggi equivoci e le offerte di natura sessuale, cui un bambino può accedere anche solo utilizzando i motori di ricerca: la stessa ricerca di cartoni animati, cantanti e attori, può condurre a foto e/o filmati di tipo pornografico, dal momento che spesso sono mascherati da file con nomi ingannevoli.

Non si può però dimenticare che aldilà di contenuti di natura sessuale, Internet può veicolarne altri che pur essendo altrettanto pericolosi spesso non sono oggetto della medesima attenzione. Ne sono un esempio, l’esaltazione della violenza e della crudeltà, l’istigazione all’odio e al razzismo, la pubblicità di tabacco e alcool, la valorizzazione dell’estrema magrezza ed il ricorso a qualsiasi mezzo pur di raggiungerla, il mito dell’arricchimento facile e il ricorso a comportamenti illegali per ottenere un guadagno immediato.

Spesso tali messaggi sono particolarmente forti e convincenti soprattutto per chi, come un giovane fruitore, non è ancora in grado di comprenderli appieno.

Come abbiamo accennato, infine, se è vero che l’utilizzo di Internet esercita indiscutibilmente una forte attrazione sui ragazzi, lo è altrettanto che navigando tra un link e l’altro è possibile  perdere la cognizione del tempo, sottovalutando l’importanza di attività fondamentali per una sana crescita psicofisica quali lo studio, le amicizie e lo sport.

In conclusione vorremmo anche accennare brevemente ad altre situazioni che pur non ledendo direttamente lo sviluppo psicologico del giovane cibernauta, risultano comunque essere indesiderati: tra questi, il pericolo di installare virus informatici che danneggiano il PC, trasmettono nel web documenti riservati, di essere vittime di truffe o di commettere azioni illegali (ad esempio, violando le leggi sul diritto d’autore).

 
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