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Il Cyberbullismo

Il bullismo e’ un fenomeno molto diffuso oggi, non solo nelle scuole, ma anche in Internet.

Noti come griefer (guastafeste), snert (Snot-Nosed Egotistical Rude Teenager, ovvero  “adolescente moccioso maleducato ed egoista”), cheese player (sfruttatore di bug dei videogiochi), twink (seccatore) o semplicemente cyber-bulli, la loro attività nel web consiste in “una volontaria e ripetuta aggressione attuata attraverso un testo elettronico”.

Ne sono esempi l’invio di e-mail o sms minacciosi, la pubblicazione di commenti offensivi, denigratori o di foto personali all’interno di comunità virtuali quali mud, forum di discussione, messaggistica immediata, newsgroup, blog o siti Internet. Il cyberbullismo si può manifestare in chat prendendo di mira un utente, aggredendolo verbalmente, prendendolo in giro o buttandolo fuori dalla lista di discussione. Altre forme di violenza psicologica sono la registrazione delle confidenze strappate in messenger - dunque all’interno di un luogo privato - e poi pubblicate integralmente in un blog pubblico.

Sono soprattutto le ragazze ad essere bersagliate da attacchi verbali sui servizi di messaggistica istantanea, come MSN, e attraverso e-mail offensive che possono contenere espliciti riferimenti sessuali.

Nonostante la grande prevalenza di vittime di sesso femminile, il bullismo telematico può colpire chiunque, adulti compresi.

Per la vittima può essere molto difficile sottrarsi alle molestie, soprattutto per l’anonimato dietro cui, in genere, si nascondono i cyber-bulli. Se all’interno di alcuni contesti, ad esempio quello scolastico, il bullo agisce sulla propria vittima anche con modalità diverse da quelle on line e può essere più facilmente identificato, in altri casi non è semplice contrastare questo fenomeno ed eliminare tempestivamente dalla rete gli elementi offensivi pubblicati.

 
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